Chiesa di Maria SS. Della Pieve

La chiesa di Maria Santissima della Pieve, dista dal paese poche centinaia di metri e si trova dentro il territorio della parrocchia di S. Vittore Martire, ad un centinaio di metri dalla strada provinciale Vallerano – Canepina – Viterbo. Si ignora l’epoca della sua erezione,  ma il suo stile  fa credere che l’origine risalga all’anno mille. È composta da  due navate, nella navata grande, senza volta, sorge l’altare maggiore dedicato a Sant’Antonio da Padova. Nella Pala, oltre l’immagine di questo Santo, vi è dipinta quella di San Bonaventura ed in alto l’Incoronazione di Maria SS.ma. A destra di chi entra dalla porta principale, vi è l’altare dedicato a San Francesco d’Assisi. Nella pala vi è dipinto il Santo nell’atto di ricevere le Sacre Stimmate. In fondo alla navata piccola s’innalza l’altare dedicato a Maria Santissima, la di cui immagine, dipinta in affresco, è racchiusa da una cornice di cristallo. A sinistra di chi entra dalla porta posta ad oriente, vi è l’altare dedicato a Sant’Orsola, la cui immagine seguita dalle vergini, è dipinta sulla pala. Anticamente oltre ai suddetti altari ve n’era un altro dedicato a Santo Stefano Protomartire, nella cui festa, come anche nella festa di San Barnaba la comunità doveva per voto fa celebrare la Santa Messa.  Anticamente alla chiesa era annesso un piccolo convento abitato dai P.P. Conventuali che venne soppresso dalla costituzione del pontefice Innocenzo X, con la devoluzione dei beni alla Mensa Vescovile con l’obbligo di far celebrare annualmente 157 messe per i benefattori della chiesa della manutenzione della medesima. Il convento parzialmente trasformato in fienile ai primi del ‘900 andò distrutto in seguito ad un incendio e con esso il fabbricato adibito a dormitorio. L’altare di San Francesco si dice appartenesse alla Pia Associazione delle Sacre Stimmate di Vignanello. Mancano per altro seri documenti per poterlo affermare con sicurezza. Alla manutenzione dell’altare di Sant’Orsola una volta si provvedeva in parte con l’elemosina di una pia associazione femminile e parte con la vendita di alcuni beni descritti al foglio 124-650 degli Atti della visita pastorale di Mons. Tenderini.  Fino al 1920 nella I domenica di settembre in questa Chiesa si celebrava la festa del Nome di Maria dall’anno 1883 per iniziativa del compianto Leopoldo Casico.

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